Che cosa devo fare per ottenere l’autorizzazione per un restauro su di un’opera mobile sottoposta alle leggi di tutela?

L’autorizzazione, ai sensi dell’art. 21 del D.L. 42/2004, deve essere richiesta dal proprietario o dal detentore legale del bene: la richiesta dev’essere corredata da un progetto d’intervento dettagliato e redatto da un restauratore qualificato (D.M. 294/2000, art. 7; D. L. 50/2016; D. L. 30/2004, art. 6); nella richiesta deve essere indicato anche il nominativo del restauratore che effettuerà i lavori per permettere alla Soprintendenza di valutarne l’idoneità (D.L. 42/2004, art. 29, commi 6-7; D. M. 294/2000; D. M. 420/2001). Se il bene è di proprietà ecclesiastica, la richiesta, ai sensi del concordato fra la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano, deve essere inoltrata esclusivamente attraverso l’Ufficio Beni Culturali della Curia di competenza che provvederà a rilasciare, secondo le proprie procedure, il suo nulla osta: i parroci e i restauratori non possono quindi inoltrare direttamente alla Soprintendenza le richieste di autorizzazione.
La Soprintendenza che può chiedere l’adeguamento del progetto o della scheda tecnica e rilasciare prescrizioni, provvede a rilasciare l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori oppure esprime un motivato diniego: si ricorda dunque di leggere con attenzione e in ogni sua parte la risposta all’istanza.

Questa procedura vale anche per le opere mobili di proprietà privata sottoposte a vincolo?

Sì. Si ricorda inoltre che, sempre ai sensi dell’art. 21 del D.L. 42/2004, è necessaria l’autorizzazione anche per gli spostamenti e per le movimentazioni di qualsiasi genere (es. un’asta, una fiera antiquaria, una mostra, un trasferimento da una residenza a un’altra, etc.). 

I lavori sono conclusi: che cosa debbo fare?

Ai sensi dell’art. 102, comma 9, del D. L. 50/2016 (per quanto riguarda i lavori pubblici) e delle prescrizioni della Carta del Restauro, alla Soprintendenza deve essere trasmessa la documentazione sull’intervento svolto: per garantire la completezza delle informazioni, ci si deve attenere a quanto disposto dal Regolamento per il versamento della documentazione all’Archivio Restauri

Per ragioni di studio debbo consultare gli archivi della Soprintendenza: come fare?

È necessario scaricare il modulo e rimandarlo, compilato in ogni sua parte, con Pec o fax (o portarlo personalmente) alla Soprintendenza che, appena possibile, provvederà poi a fissare un appuntamento per la consultazione dei fascicoli: occorre tenere presente che, in questa fase di riorganizzazione degli Uffici, gli archivi sono dislocati in sedi diverse. Gli studenti universitari dovranno indicare il titolo della tesi e il relatore. Le richieste devono tenere conto della differente struttura delle Soprintendenze confluite nell’odierno Istituto (Storico-artistica, Architettonica, Archeologica) ed essere, per quanto possibile precise e circostanziate. Eventuali altre ricerche più generali o complesse devono essere direttamente concordate con l’Ufficio.

 

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